La mediazione familiare è un percorso che aiuta le persone ad affrontare un momento di cambiamento — come una separazione o una riorganizzazione familiare — attraverso il dialogo e il confronto.
Non serve a stabilire chi ha ragione e chi ha torto, ma a costruire accordi condivisi, che possano funzionare davvero nel tempo, soprattutto quando ci sono figli.
Il mediatore è una figura terza e imparziale, che accompagna le parti nel ritrovare uno spazio di comunicazione, anche quando sembra difficile aiutandoli a costruire i propri accordi.
La mediazione può essere una strada preziosa quando si desidera affrontare un conflitto evitando, per quanto possibile, uno scontro giudiziale.
È particolarmente utile nei percorsi di separazione e divorzio, quando è necessario organizzare la vita dei figli o quando la comunicazione tra le parti è diventata complessa, ma non del tutto interrotta.
Lo Studio Cecchi & Bartolini crede nella mediazione familiare come uno strumento concreto per gestire i conflitti in modo più consapevole e meno traumatico.
Per questo, quando lo riteniamo utile, possiamo affiancare le persone durante un percorso di mediazione come avvocati, aiutandole a costruire e formalizzare gli accordi, oppure proporre un percorso di mediazione, quando le condizioni lo permettono.
L’obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni che siano sostenibili e durature nel tempo.
All’interno dello studio, l’Avv. Manuela Cecchi è mediatrice civile e commerciale, oltre che familiare.
Quando si intraprende un percorso di mediazione, è importante sapere che il mediatore è una figura terza e imparziale, che non rappresenta nessuna delle parti.
Per questo, i ruoli restano sempre distinti: si può scegliere di essere seguiti dallo studio come avvocati durante una mediazione, oppure di svolgere la mediazione con l’Avv. Manuela Cecchi nel ruolo di mediatrice.
In entrambi i casi, l’obiettivo è lo stesso: creare uno spazio di confronto, in cui sia possibile trovare un equilibrio sostenibile e duraturo, nel rispetto delle persone e delle relazioni.
La separazione è il primo passo quando una coppia sposata decide di interrompere la convivenza e riorganizzare la famiglia. Con la separazione vengono stabilite questioni come l’affidamento dei figli, il loro mantenimento, i tempi di frequentazione con i genitori e l’assegnazione della casa familiare, nonché il contributo al mantenimento del coniuge.
Il divorzio, invece, è il procedimento che scioglie definitivamente il matrimonio concordatario e civile. Può essere richiesto dopo un periodo di separazione (in genere 6 mesi o 12 mesi a seconda del tipo di separazione).
La separazione e il divorzio possono essere definiti sia tramite un accordo che verrà poi depositato davanti al Tribunale o davanti alla Procura della Repubblica.
Qualora poi non sia possibile raggiungere un accordo, l’unica procedura per separarsi o divorziare e quella del ricorso al Tribunale.
In caso di procedure consensuali la durata dipende in primo lungo dal tempo necessario all’individuazione delle condizioni dell’accordo e in secondo luogo dal periodo necessario al Tribunale o alla Procura della Repubblica per ratificare lo stesso.
In caso di procedura giudiziale non è possibile indicare delle tempistiche per la durata del processo, dipendendo quest’ultima ma plurimi fattori.
Esistono i parametri per gli avvocati così come stabiliti dal D.M. n. 147 del 13.08.2022 e la notula dell’avvocato viene redatta in base alla tipologia di separazione o divorzio (consensuale/congiunto o giudiziale) complessità della causa facendo riferimento al valore indeterminato, alle fasi dello stesso e ai relativi compensi.
In questi casi, la procedura è la medesima della separazione personale dei coniugi avendo la Legge Cartabia del 2023 equiparato i riti, mantenendo la diversità delle domande.